cimetiere des roisUn’anno fa, il cimitero dei Re era diventato il teatro di una mostra inedita OPEN END. 15 lavori d’artisti ginevrini si sono trovati in mezzo alle tombe. Oggi, due di queste opere riposano sempre in pace, nel cimitero.

Il Cimitero dei Re è un luogo antico. Costruito nel 1482 per le vittime della peste, esso rimane oggi un vero e proprio testimone della storia di Ginevra. Calvin, Borges, Chavanne, Piaget…numerosi personaggi che hanno segnato la storia sono sepolti lì, in pieno centro città, in mezzo agli alberi e la ghiaia, in un’atmosfera calma e tranquilla.

Oggi, viviamo in un epoca dove ci preoccupiamo sempre di meno dei cimiteri per varie ragioni. Nella nostra società occidentale, il rapporto all’invecchiamento e alla morte si fa sempre più fuggente. La religione e i suoi codici non hanno più il posto che occupavano. Portiamo sempre meno attenzione al lutto, al sentimento di perdita e di abbandono e quindi ci concentriamo meno su come trasformare tutte queste emozioni in qualcosa di concreto. Di conseguenza, l’arte scompare dai cimiteri. Un’arte che è sempre stata al centro dell’espressione della nostra mortalità e che è sempre stata uno strumento potente e necessario per portar uno sguardo sulla nostra condizione umana.

La mostra OPEN END voleva inserire modestamente questa problematica dell’arte all’interno dei luoghi di raccoglimento e richiamare in questo modo, il rapporto alla morte e ai nostri ricordi. Fu l’occasione di rivalorizzare il Cimitero dei Re e di sensibilizzare gli abitanti all’arte funeraria. Due opere sono diventate permanenti e rimangono fisse nel cimitero.

cimetiere des rois
Gianni Motti, Je vous avais dit que je n’allais pas très bien, 2016, 60 x 85 x 10 cm, Granit, Coproduction dArt

Attraverso il supporto tradizionale del epitaffio, Gianni Motti evoca la solitudine di una società sempre più individualista e ossessionata dall’arricchimento personale a discapito delle relazioni sociali e della solidarietà.

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Sophie Calle, Le tombeau des secrets, 2016, 150 x 70 x 10 cm, granit, Coproduction dArt

L’unica opera di un’artista straniera, Le tombeau des secrets (la tomba dei segreti) è un’allusione ai luoghi di memoria sconosciuti, intimi e personali. Durante una performance, Sophie Calle ha raccolto dei segreti che ha successivamente sepolto. Ancora oggi, i passeggiatori hanno la possibilità di venire e lasciare il loro proprio segreto lontani dagli occhi e dalle orecchie altrui.

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