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Sarkis, L’Atelier depuis 1980, 1994-2017. Vista della mostra Futur antérieur. Le Principe d’incertitude, MAMCO, 2009. Collezione MAMCO, Ginevra. Fotografia : Ilmari Kalkkinen

Questa sera, il MAMCO inaugura la riapertura del quarto piano. Dalle 18 alle 21, il museo invita il suo pubblico a scoprire la nuova organizzazione dei spazi d’artisti.

Dopo alcune settimane di lavoro, è di nuovo possibile visitare il quarto piano del MAMCO. Il luogo riunisce un insieme di spazi d’artisti, d’interventi performativi, ma anche un’importante collezione di archivi. L’obiettivo di questo rinnovamento ? Sistemare e valorizzare una parte significativa del patrimonio del museo.

Per cominciare, Sophie Costes, la conservatrice responsabile delle collezioni del Mamco, ha immaginato un nuovo spazio per l’Atelier Sarkis. Quest’ultimo è stato installato nel museo nel 1994. Lo spazio consiste in una vera e propria testimonianza del passaggio dell’artista che una o due volte all’anno viene a lavorarci. In questo caso, l’atelier è concepito come uno spazio modificabile, profondamente legato alle opere dell’artista che costruiscono un decoro, si spostano e interagiscono fra loro. Con la collaborazione dell’artista Emilie Parenteau, Sophie Costes si è anche occupata dell’Inventario di Rutault. Quest’inventario (1989-1994) è costituito dall’insieme di definizioni/metodi rappresentati da tele non-dipinte, dipinte in bianco, ridipinte in grigio.

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Cabinet de poésie concrète, About Concrete Poetry, Collection Zona Archives, Florence, Mamco, 2017, Photo : Annik Wetter

Invece Paul Bernard, conservatore al Mamco, ha provveduto a l’organizzazione del Cabinet de poésie concrète di Maurizio Nannucci et Gabriele Detterer. Il Cabinet è dedicato ad un movimento che ha attraversato l’Europa e l’Asia fino ad arrivare in Sud America, a partire dagli anni 50. Gli artisti producevano poesie, libri, pezzi sonori, usando tecnologie dell’informazione dell’epoca (macchine da scrivere, Verifax, Letraset, offset, ecc.). Più di 30 000 opere e documenti sono state raccolte da Zona Archives e condividono lo spazio del Cabinet. Questa collezione di  Maurizio Nannucci costituisce, oggi giorno, uno dei più grandi archivi privati d’Europa.

Infine Lionel Bovier con David Lemaire hanno collaborato insieme per la presentazione del nuovo spazio Ecart, che, ricordiamolo, è stato fondato da John Armleder, Patrick Lucchini et Claude Rychner e che è stato un collettivo fondamentale per l’arte contemporanea svizzera, alla fine degli anni 60. D’ora in poi, lo spazio funzionerà in modo nuovo poiché eserciterà la funzione d’archiviazione e di conservazione, rimettendo all’ordine del giorno alcuni progetti degli anni 70 con la loro ripetizione e riformulazione.

Groupe Ecart, Espace Ecart, 2017, Mamco, 2017, photo : Annik Wetter

Con questo rinnovamento, il museo cerca di valorizzare un patrimonio notevole, garantendo alla collezione un carattere vivente e unico. In poche parole, il quarto piano offre un nuovo spazio di esposizione ricco ed inedito, pieno di vita, fedele ad uno spirito soprattutto collettivo e lontano dall’immagine di archivi pieni di polvere.

MAMCO Musée d’Art Moderne et Contemporain
Via Vieux-Grenadiers 10, CH-1205 Genève
Dal Martedì al Venerdì 12.00 – 18.00
e il primo Mercoledì del mese fine alle 21.00
Sabato e Domenica 11.00 – 18.00
+41 22 320 61 22

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Claude Rutault, dé-finition/méthode trois cent sept [inventaire 2], 1989. Vista della mostra Présentation des collections 2003/3, MAMCO, 2003-4. Collezione MAMCO, Ginevra. Fotografia : Ilmari Kalkkinen

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